Commento su Daniele 9:2
בִּשְׁנַ֤ת אַחַת֙ לְמָלְכ֔וֹ אֲנִי֙ דָּֽנִיֵּ֔אל בִּינֹ֖תִי בַּסְּפָרִ֑ים מִסְפַּ֣ר הַשָּׁנִ֗ים אֲשֶׁ֨ר הָיָ֤ה דְבַר־יְהוָה֙ אֶל־יִרְמִיָ֣ה הַנָּבִ֔יא לְמַלֹּ֛אות לְחָרְב֥וֹת יְרוּשָׁלִַ֖ם שִׁבְעִ֥ים שָׁנָֽה׃
nel primo anno del suo regno I Daniele meditò nei libri, per il numero degli anni, di cui la parola dell'Eterno venne a Geremia il profeta, che avrebbe compiuto per le desolazioni di Gerusalemme settant'anni.
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