La traversata del mare è una parte centrale della storia della Pasqua ebraica ed è simboleggiata dalla recita del Canto del Mare, che è un inno di lode e gratitudine a Dio per la salvezza degli Israeliti in mare.
Secondo il racconto biblico nel Libro dell'Esodo, dopo che Mosè chiese al Faraone di liberare gli Israeliti dalla schiavitù, Faraone rifiutò, e Dio mandò dieci piaghe sull'Egitto. Dopo la piaga finale, che fu la morte del primogenito, il Faraone accettò di lasciare andare gli Israeliti, ma poi cambiò idea e li inseguì con il suo esercito.
Sulla riva del Mar Rosso, Mosè fu istruito da Dio di stendere la mano, e le acque del mare furono miracolosamente separate, formando un muro su entrambi i lati, permettendo agli Israeliti di passare sulla terraferma. Una volta che gli Israeliti ebbero attraversato in sicurezza, le acque tornarono al loro stato originale, annegando l'esercito egiziano che lo inseguiva.
La traversata del mare è considerata un evento significativo nella storia ebraica e viene recitata sia come parte del Seder nella prima notte di Pasqua, sia come lettura della Torah durante i servizi mattutini del settimo giorno. La storia della traversata del mare rappresenta la miracolosa redenzione degli Israeliti dalla schiavitù in Egitto e l'inizio del loro viaggio verso la Terra Promessa.
