Tisha B'Av, il nono giorno del mese ebraico di Av, rappresenta l'occasione più solenne nel calendario ebraico. Commemora una serie di eventi catastrofici che hanno plasmato la storia ebraica. Centrale in questo giorno è la distruzione sia del Primo che del Secondo Tempio a Gerusalemme, simboli dell'unità ebraica e della presenza divina. Questi templi erano più che semplici strutture; erano il cuore della vita religiosa e comunitaria ebraica. La loro devastazione ha disperso il popolo ebraico, segnando l'inizio di un lungo esilio.
Oltre alla perdita dei Templi, Tisha B'Av è diventato un giorno di commemorazione per altre tragiche pietre miliari nella storia ebraica. Espulsioni da varie terre, pogrom e altre atrocità sono state aggiunte al nastro luttuoso di questo giorno. È un momento di riflessione sulle sfide durature e le sofferenze vissute dal popolo ebraico nel corso dei secoli.
Le osservanze di Tisha B'Av sono segnate da un profondo senso di lutto. Gli ebrei tradizionalmente digiunano per 25 ore, astenendosi da cibo e bevande. Le sinagoghe tengono servizi solenni con il commovente Libro delle Lamentazioni, un libro biblico che esprime il dolore e la disperazione seguiti alla distruzione di Gerusalemme. Il giorno è caratterizzato da un'atmosfera sobria, con molte persone che scelgono di sedersi su sgabelli bassi, evitare il bagno e astenersi da attività gioiose.
Sebbene Tisha B'Av sia un giorno di profondo dolore, serve anche per l'introspezione e il rinnovamento spirituale. È un momento per connettersi con la storia condivisa del popolo ebraico e per rafforzare i legami all'interno della comunità. Attraverso il lutto collettivo, gli individui trovano conforto e resilienza, traendo ispirazione dallo spirito eterno del popolo ebraico.
In questi giorni difficili, mentre la cara Terra Santa e le persone che vi abitano soffrono tanto dolore, sicuramente possiamo relazionarci alla tristezza e alla pesantezza di questo tempo, ma - ricordiamoci anche che dopo la distruzione viene un tempo di ricostruzione, di raduno e di celebrazione della vita. Il profeta Zaccaria promette che i giorni di digiuno che commemorano la distruzione diventeranno giorni di gioia:
E nello stesso capitolo condivide una delle profezie più toccanti di pace e prosperità:
Amen, che possa avverarsi.
La Menorah portata in esilio - Arco di Tito, Roma, I secolo d.C.
![]()
La Menorah riportata a Sion, Megilat HaEsh, la Statua di Bronzo del Rotolo di Fuoco, Ya'ar HaKedoshim, Gerusalemme, 1972.
Unisciti a noi per saperne di più sul messaggio dei Profeti!
Classe online gratuita domenica 19 agosto, ore 21:00, ora di Gerusalemme.
Registrati qui:
