Il Re nel Campo: prepararsi alle Alte Festività

Il Re nel Campo: prepararsi alle Alte Festività

Il Re nel Campo: prepararsi alle Alte Festività

Il mese di Elul è strettamente legato all’immagine di HaMelech Basadeh, “il Re è nel campo”. Questo insegnamento, introdotto dal Rabbino Shneur Zalman di Liadi, evoca una potente metafora: in questo mese, Dio, il Re, esce dal palazzo, lasciando alle spalle la formalità e la distanza del trono, e scende nel campo dove si trovano le persone. Le barriere abituali che ci impediscono di avvicinarci alla regalità non ci sono più. Il Re è accessibile a tutti—non serve alcun appuntamento speciale. Elul è un tempo di vicinanza divina, un invito per ciascuno di noi a connettersi con Dio in modo intimo e personale, anche se ci sentiamo indegni.

Questa idea dell’accessibilità di Dio in Elul è profondamente intrecciata con il concetto di Avinu Malkenu—"Nostro Padre, nostro Re." Questa preghiera, recitata durante le Alte Festività, racchiude due aspetti essenziali del nostro rapporto con Dio: quello di un figlio verso un genitore amorevole, e quello di un servo verso un sovrano. Come Avinu, Dio è il nostro padre compassionevole, che ci nutre, perdona i nostri errori e ci sostiene come figli alla tavola del genitore. Questo riflette l’insegnamento talmudico secondo cui “i figli devono essere sostenuti alla tavola del padre”, cioè che, in quanto figli di Dio, riceviamo benedizioni e bontà non perché le meritiamo, ma per l’amore incondizionato che Dio ha per noi.

Eppure, Avinu Malkenu ci ricorda anche che Dio è Malkenu—il nostro Re. Come servi alla tavola del padrone, siamo legati da obblighi e doveri. In quanto Re, Dio ci ritiene responsabili delle nostre azioni, e in questa stagione di pentimento dobbiamo presentarci davanti a Dio con umiltà e introspezione. Questa doppia relazione—di amore e di responsabilità—guida il lavoro spirituale a cui siamo chiamati in Elul. Cerchiamo il perdono, ma ci impegniamo anche al cambiamento e alla crescita.

Come un figlio dipende dal genitore per il sostentamento, così noi ci affidiamo alla misericordia e alla compassione di Dio. In questo senso, ci avviciniamo a Dio con la fiducia di sapere che siamo amati e accuditi, anche quando sbagliamo. Non dobbiamo guadagnarci questo amore; è una naturale estensione della nostra connessione con Dio come figli del divino.

Allo stesso tempo, Malkenu—il nostro Re—ci ricorda che, sebbene siamo sostenuti dalla grazia di Dio, siamo anche chiamati a vivere secondo uno standard più elevato. Come servi che devono lealtà e obbedienza al loro padrone, siamo responsabili delle scelte che facciamo, e queste scelte vengono giudicate in questa stagione. Avvicinandosi Rosh Hashanah, l’immagine di Dio sia come Avinu che come Malkenu ci guida verso un equilibrio spirituale—che tiene insieme la speranza nella misericordia e la consapevolezza della responsabilità.

Il ruolo di Avinu Malkenu nella liturgia delle Alte Festività

Durante le Alte Festività, Avinu Malkenu diventa una preghiera centrale, che porta il peso delle nostre suppliche più profonde. La recitiamo con urgenza, chiedendo vita, salute, sostentamento e perdono. Queste preghiere non sono solo richieste personali; sono petizioni collettive a nome di tutto il popolo ebraico. Quando cantiamo le parole: “Nostro Padre, nostro Re, non abbiamo altro Re all’infuori di Te”, ci ricordiamo che Dio è la fonte di tutto ciò di cui abbiamo bisogno e l’unico che può concederci misericordia sia come padre compassionevole che come re giusto.

In Elul, quando “il Re è nel campo”, ci viene data un’opportunità unica per prepararci a questi momenti. Possiamo avvicinarci a Dio con il cuore aperto, sapendo che il Divino è vicino, pronto ad ascoltare le nostre preghiere e desideroso di accogliere il nostro ritorno. Questa doppia immagine di Dio come genitore e sovrano ci accompagna nei giorni sacri che ci attendono, aiutandoci ad affrontare le Alte Festività con il giusto equilibrio di timore, amore e pentimento.

Possa ciascuno di noi sfruttare al meglio questo tempo per riflettere, ritornare e riconnettersi con il nostro Avinu Malkenu, preparandoci a stare davanti a Dio a Rosh Hashanah e Yom Kippur con il cuore pieno, pronti per il nuovo anno.

Guarda un’esibizione speciale della preghiera Avinu Malkenu: nel 2013, la cantante americana Barbra Streisand ha offerto una toccante interpretazione di questa preghiera, in onore del 90° compleanno di Shimon Peres, nono Presidente dello Stato di Israele: