Letteratura del Secondo Tempio su Osea 2:5

פֶּן־אַפְשִׁיטֶ֣נָּה עֲרֻמָּ֔ה וְהִ֨צַּגְתִּ֔יהָ כְּי֖וֹם הִוָּֽלְדָ֑הּ וְשַׂמְתִּ֣יהָ כַמִּדְבָּ֗ר וְשַׁתִּ֙הָ֙ כְּאֶ֣רֶץ צִיָּ֔ה וַהֲמִתִּ֖יהָ בַּצָּמָֽא׃

per timore che io non la spogli nuda e la metta lì com'era nel giorno in cui nacque, e la renda simile al deserto, la riduca come una terra arida e la faccia morire di sete.

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